giovedì 28 febbraio 2008

ROTACISMO NAPOLETANO

Il fenomeno del rotacismo nella lingua napoletana.
Il passaggio di taluni originali suoni consonantici a quello di R si verifica spesso ed in varie lingue a cominciare dal latino classico dove la S intervocalica diventa R per es:ausosa diviene aurora; similmente avviene con il suono N in albanese e romeno . Non diversamente accade nella lingua napoletana dove il suono D può talvolta diventare R.
Per esempio il napoletano dice indifferentemente Madonna e Maronna. Talune volte capita poi che parole originariamente scritte con la d ànno poi prevalentemente, anzi quasi del tutto presa la forma con la r, come ad es.: annudo(nudo)che ora è sempre annuro , laddove molte altre parole presentano la doppia stesura, come ad es.: pere/pede.
Per converso poi può accadere, specie nel parlato dei ceti meno colti, che talune parole originariamente comportanti la consonante R, vengono rese- per quel fenomeno detto: ipercorrettismo – con la consonante D ad es.: dótto per rotto o peduno per per uno.
Il rotacismo napoletano però, non prende le mosse dal latino classico, bensì da un sostrato "mediterraneo/osco" antecedente all' indo-europeo del latino e delle lingue da esso discese.
Va infine chiarita una cosa:il napoletano è una lingua che , se si eccettua l'evanescenza delle vocali finali o talvolta pretoniche, è una lingua dicevo che si legge cosí come si scrive.Errano pertanto parecchi (e quanti ve ne sono, ahimé, tra gli esecutori delle canzoni napoletane!...) che, seppure napoletani da generazioni, avendo poca dimestichezza con la loro madre lingua leggono o cantano :rice là dove è scritto dice che non v'è ragione perché non conservi l'originale suono D.
Chi volesse in somma leggere e dire o cantare rice dovrebbe trovar scritto, o scrivere rice. Ogni altro atteggiamento diverso, davanti a questo fenomeno, risulterebbe arbitrario ed errato!
Raffaele Bracale

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