sabato 29 gennaio 2011

BAGATTELLA, CIANFRUSAGLIA, CHINCAGLIERIA, MINUTAGLIA, CARABATTOLA, CIARPAME, PACCOTTIGLIA & dintorni

BAGATTELLA, CIANFRUSAGLIA, CHINCAGLIERIA, MINUTAGLIA, CARABATTOLA, CIARPAME, PACCOTTIGLIA & dintorni

L’idea di vergare queste paginette nacque all’indomani d’un mio incontro con l’amico P. G. (i consueti problemi di riservatezza mi costringono ad indicare solo le iniziali di nome e cognome) al quale contestai il fatto che nella lingua italiana le voci in epigrafe sono spessissimo usate quali sinonimi, essendo ormai invalso l’uso (anche per colpevole neghittosità (per evitar di parlare di ignoranza…) della classe docente) di non far distinzioni e di non insegnare ai discenti che esistono sottili differenze tra i significati dei termini suddetti, differenze che invece esistono e sono sostanziali attesa la graduazione e/o intensità della sensazione che accompagna or l’uno or l’altro termine o il differente campo d’applicazione in cui i termini andrebbero usati; uguale se non maggiori la graduazione e/o intensità del sentimento o sensazione che connotano le voci napoletane che ripetono quelle dell’epigrafe. Cercherò con le pagine che seguono di convincere del mio assunto l’amico P. G. e qualche altro dei miei ventiquattro lettori. Cominciamo con le voci dell’italiano:
bagattella, s.vo f.le1 in primis (ant.) gioco di bussolotti | gioco simile al biliardo.2 poi per traslato cosa da nulla, inezia, bazzecola
3 (mus.) componimento musicale da camera di struttura semplice e di breve durata: le bagattelle di Beethoven
etimologicamente dal lat. mediev. bagadellus 'di Bagdad'dove pare fosse stato ideato il giuoco;
bazzecola, s.vo f.le 1 cosa da nulla, di poco conto; inezia: costa una bazzecola!. 2 poi per traslato, ma impreciso ciarpame, paccottiglia,etc. etimologicamente da raccostarsi al persiano bazzem = cose futili e nessun pregio;
cianfrusaglia, s.vo f.le coll. Cosa minuta e senza valore; nel plur., e anche nel sing. collettivo, insieme disparato di oggetti minuti e di nessun valore: un armadio, un cassetto, un negozio pieno di cianfrusaglie. etimologicamente dall’agglutinazione di cian(cia)voce onomatopeica e frusaglia per fruscolo voce dal lat. tardo frustulu(m) 'pezzetto'
chincaglieria, s.vo f.le
1 spec. pl. piccolo oggetto ornamentale; ninnolo grazioso, ma non prezioso;
voce usata impropriamente quale sinonimo di cianfrusaglia
2 negozio in cui si vendono tali oggetti ornamentali.
etimologicamente dal fr. quincaillerie;

carabattola, s.vo f.le
1 spec. pl. oggetto, masserizia di poco pregio; scarabattola: le povere carabattole avevano enfiato le valigie (GADDA)
2 (fig.,ma impropriamente) bagattella, bazzecola, cianfrusaglia.
etimologicamente dal lat. grabatu(m) 'lettuccio', termine contenuto nel racconto evangelico della guarigione del paralitico (tolle grabatum tuum et ambula 'prendi il tuo lettuccio e cammina', MARCO II, 9)

ciarpame, s.vo m.lecoll.vo
1insieme di roba inservibile o di poco pregio | 2 (fig.ma impropriamente) Cosa minuta e senza valore;
3 (fig. lett.) parole, sentimenti frusti, bolsi, di cattivo gusto: il ciarpame floscio della viltà (D'ANNUNZIO).
etimologicamente, per epitesi espressiva (me) dal fr. echarpe→(e)charpe+me→ciarpame;
minutaglia, s.vo f.le coll.
1 insieme di cose minute
2 cose di scarso valore (pretestuosamente anche fig.): un baule pieno di minutaglie; sprecar tempo in minutaglie
3 assortimento di piccoli pesci per frittura.
etimologicamente dal dal Lat. tardo minutalia, neutro pl. sost. dell'agg. minutalis 'piccolo, meschino', deriv. di minutus 'minuto1';

paccottiglia s.vo f.le vedi ultra sub paccuttiglia.



Come mi pare d’aver chiarito v’è una graduazione tra i varî termini esaminati e diverso il loro campo d’applicazione e perciò andrebbero usati scegliendo opportunamente secondo l’intensità delle sensazioni provatesenza fare di ogni erba un fascio o per dirla piú icasticamente senza mischiare lana con seta o carne con pesce...
Ma queste sono pedanterie o sottigliezze che erano insegnate dai docenti di mezzo secolo fa; quelli di oggi o non le sanno (per non averle colpevolmente apprese) o se ne sono al corrente, se ne impipano ed evitano trasmetterle ai discenti,che d’altra parte non ànno gran voglia o bisogno di apprendere atteso che usano per comunicare non piú l’italiano, ma spesso lingue straniere, linguaggi da iniziati, gerghi, slang o argot e forse il mio dire risulta essere un inutile parlare al vento. Ma, vada come vada, completerò l’argomentare!
Andiamo oltre e passiamo alle voci del napoletano che ordinerò in ordine di graduazione:
cerenfruscolo s.vo m.le quisquilia, cosuccia, cosa da nulla; voce desueta, ma registrata da tutti i calepini d’antan nel significato primo di bagattella, minuzia, sciocchezza e per estensione ed ampliamento semantico, in quello di bizzarría, stranezza bizzosa, stravaganza. Quanto all’etimo si sospetta un incrocio tra i lat. caere(folium) e frustulum = bruscolo di cerfoglio; il cerfoglio in nap. cerefuoglio e cicerefuoglio indica oltre che la pianta delle ombrellifere anche gli sgorbi fatti a caso con penne e/o matite sui fogli di carta ed ancóra i vezzi, le moine, le sdolcinature, tutte cose che semanticamente posson ricondursi alle bizzarríe,alle stranezze bizzose nonché alle minuzie e/o sciocchezze;

frascaría s.vo f.le in primis frottola, menzogna, panzana, balla, palla per traslato (semanticamente spiegato con il fatto che ad una frottola, menzogna, panzana, balla, palla non si deve prestar fede) bagattella, minuzia, sciocchezza,, nonnulla, quisquilia cui non dar alcun peso; etimologicamente la voce è da collegarsi al significato traslato di frasca che quale fronda, foglie agitate dal vento nel verbo derivato frascheggiare prende il significato sia di rumoreggiare, che di raccontar frottole, sciocchezze.A sua volta la voce frasca è da un basso lat. frasca
‘gnotula/’gnotularía, s.vo f.le bagattella, minuzia, nonnulla, quisquilia. cosa di poco conto ed ancóra estensivamente sciocchezza, stupidaggine, azione non chiara ed inutile etc. voce dalla doppia morfologia, ma dall’identico significato; etimologicamente nella prima forma ‘gnotula è dal lat. ignotus→(i)gnot(us)→’gnotula con influenza del lat. inutilis addizionato del suffisso diminutivo neutro plurale, poi inteso femminile ula; nella seconda forma all’iniziale ‘gnotula è stato aggiunto il suffisso tonico aría suffisso corrispondente al lat. –arius/aria, che forma aggettivi e sostantivi, derivati dal latino o formati direttamente in italiano e/o napoletano , che stabiliscono una relazione;
bavattella s.vo f.le 1 cosa da nulla, di nessuna importanza; sciocchezza, bazzecola; 2cosa di poco conto, inezia ma fastidiosa seccante, noiosa, irritante; etimologicamente è voce dal fr. bagatelle; normale nel napoletano il metaplasmo g→v cfr. gallo→vallo, gallina→vallina, volpe→golpe, gonnella→vunnella etc.
míngule s.vo m.le pl. di míngulo 1 in primis fronzolo, sciocchezzuola da donne ; per traslato sciocchezza, bazzecola, moina da innamorati etimologicamente voce dal lat. mica con suffisso diminutivo ulo/ule che continua il lat. olu(m) edepentesi eufonica della consonante nasale dentale (n);
‘ntingúle s.vo m.lepl. di ‘ntingúlo di per sé sugo, salsa, condimento, ma per traslatosinonimo della voce precedente cui semanticamente si accosta per il fatto che fronzoli, bazzecole,moine da donne e/o innamorati sono untuosi, grassi melliflui; etimologicamente è voce deverbale di intingere ( Dal lat. intingere, comp. di in- e tingere 'tingere, bagnare'), ma la morfologia del vocabolo è stata marcata per bisticcio ed allitterazione sulla voce precedente in unione della quale è quasi affatto usato (míngule e ‘ntingule = moine, bazzecole); gnaste/’nchiaste = s.vi m.li pl. di gnasto/’nchiasto = in primis empiastro; poi anche sciocchezza nonnulla, ma fastidiosa seccante, noiosa, irritante, ed anche persona petulante; per il vero si tratta d’un unico sostantivo rappresentato in doppia morfologia di cui la seconda ‘nchiasto fu quella originaria e di partenza, mentre l’altra gnasto ne fu e ne è solo un adattamento del parlato con
1)metatesi accompagnato dal passaggio dalla affricata palatale sorda (c) alla corrispondente sonora (g) (‘nc→’ng→gn),
2)sincope della consonante diacritica (h) resa inutile dalla metatesi,
3)semplificazione del dittongo (ia→a);
etimologicamente la voce ‘nchiasto (poi gnasto) è una derivazione dal lat. emplastru(m) (marcato sul greco émplastrom)con il seguente percorso morfologico:emplastrum→(e)mplast(r)u(m)→mplastu(m)→’nchiasto (con consueto passaggio del gruppo pl a chi + vocale (cfr. cfr. platea→chiazza – plus→cchiú – plangere/planctum→chiagnere/chianto – plenam→chiena etc.) e valse in primis empiastro,fastidio ed a seguire per traslato piccola enfiagione,minuscola lividura ed ancóra sempre per traslato soprattutto come diminutivo ‘nchiastillo/gnastillo riferito ad oggetto valse cosa da nulla, sciocchezzuola, mentre riferito a persona di genere maschile bassa di statura valse omuncolo,omino, nanerottolo; declinato al femminile ‘nchiastella/gnastella valse donna petulante e fastidiosa; infine sempre nella forma m.le ‘nchiastillo/gnastillo identificò i nei posticci che le donne e/o i bellimbusti del ‘700 si dipingevano o applicavano sul viso.
‘nchiastaría s.vo f.le sinonimo della voce precedente, ma letteralmente l’essenza della sciocchezzuola dell’ inezia, l’essere fastidioso, noioso, petulante etimologicamente dalla radice ‘nchiast(o) dal lat. emplastru(m) addizionata del suffisso tonico di pertinenza dei nomi astratti aría;
mbroglie s.vo f.le etimologicamente dal
perecoglie s.vo f.le etimologicamente dal
paccuttiglia s.vo f.le
1 un tempo, piccola quantità di merce che ogni membro dell'equipaggio di una nave era autorizzato a trasportare ed eventualmente a commerciare in proprio: diritto, contratto di paccottiglia
2 (estens.) insieme di cose di poco valore e di cattivo gusto; merce scadente, fondo di magazzino.
etimologicamente dal fr. pacotille, che è dallo sp. pacotilla, a sua volta dall'ol. pak; trattasi in ogni caso di voce d’origine napoletana trasmigrata poi nell’italiano come paccottiglia nei medesimi significati.

vrennaría s.vo f.le sciocchezza, bagatella, cosa insignificante, quasi residuale di fatti piú serî tal quale la crusca (vrenna) che residua dopo d’aver abburattato la farina. etimologicamente è voce costruita sul s.vo vrenna (crusca) con il suffisso tonico aría suffisso corrispondente al lat. –arius/aria, che forma aggettivi e sostantivi, derivati dal latino o formati direttamente in italiano e/o napoletano , che stabiliscono una relazione ; vrenna è da un lat. med. brinna, mentre la voce italiana crusca è dal germanico *kruska.
scartapella s.vo f.le in primis carabattola, masserizia di nussun conto, vecchia, sciupata e mal messa tale da poter esser tranquillamente messa da parte; per estensione piccolezza, bazzecola, bagattella,cosa inutile di cui liberarsi
etimologicamente dallo spagnolo cartapel = carta, scritto inutile
• zavanella s.vo f.le in primis nastrino, fiocco, legaccio logoro, frusto, sdrucito, vecchio tale da non poter esser piú utilizzato; per estensione inezia, piccolezza, bazzecola, bagattella,cosa di poco o nessun pregio, inutile di cui non curarsi. etimologicamente voce collaterale nel parlato di zagarella/zaganella dall’arabo zahar con tipico adattamento morfologico g→v.
E con questo penso proprio d’avere esaurito l’argomento e d’avere convinto e forse contentato l’amico P.G., ed interessato qualcuno dei miei ventiquattro lettori per cui faccio punto fermo con il consueto satis est.
Raffaele Bracale

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