domenica 17 dicembre 2017

VARIE 17/1294



1.S'À DDA FÀ 'O PIRETO PE CQUANTO È GGRUOSSO 'O CULO.
 Letteralmente: occorre fare il peto secondo la grandezza dell'ano. Id est: bisogna commisurare le proprie azioni alle proprie forze e capacità fisiche e/o morali evitando di eccedere per non incorrere o in brutte figure o in pessimi risultati.
2.S'À DDA ÒGNERE L'ASSO.
Letteralmente: occorre ungere l'asse. Id est: se si vuole che la faccenda si metta in moto e prosegua, bisogna, anche obtorto collo, sottostare alla ineludibile necessità di ungere l'ingranaggio: inveterata necessità che viene di lontano quando i birocciai solevano spalmare con grasso animale gli assi che sostenevano gli elementi rotanti dei loro calessi, affinché piú facilmente si potesse procedere con meno sforzo delle bestie deputate allo scopo. Il traslato in termini di "mazzette" da distribuire è ovvio e non necessita d'altri chiarimenti.
3.SAN LUCA NCE S'È SPASSATO...
San Luca ci si è divertito...- Lo si dice di una donna cosí bella che sembra dipinta dal pennello di San Luca, che la tradizione vuole pittore autore di bellissime effigi femminili, tra le quali quella della santa Vergine. Espressione però usata   anche furbescamente in senso antifrastico quando ci si imbatta in una donna decisamente brutta, quasi volendo significare che il santo pittore abituato a ritrarre donne bellissime, nella fattispecie si sia preso un divertimento (spasso) riproducendo una donna bruttissima.

4.SANTA CHIARA: DOPP'ARRUBBATO, 'E PPORTE 'E FIERRO!
Letteralmente - Santa Chiara: dopo aver subíto il furto, (apposero) le porte di ferro. La locuzione è usata per redarguire chi è tardo nel porre rimedi o aspetti di subire un danno per correre ai ripari, mentre sarebbe stato opportuno il prevenire che è sempre meglio del curare; l’espressione ironizza sul correre ai ripari quando sia troppo tardi, quando si sia già subíto il danno paventato, alla stessa stregua di ciò che accadde per la basilica di santa Chiara che fu provvista di solide porte di ferro in Luogo del preesistente debole uscio di legno, ma solo quando i ladri avevano già perpetrato i loro furti a danno della antica chiesa partenopea.
5.SANT'ANTUONO, SANT' ANTUONO TÈCCOTE 'O VIECCHIO E DDAMME 'O NUOVO E DDAMMILLO FORTE FORTE, COMME Â VARRA 'E ARETO Â PORTA...
Sant' Antonio, sant' Antonio eccoti il vecchio e dammi il nuovo, e dammelo forte, forte come la stanga di dietro la porta. La filastrocca veniva recitata dai bambini alla caduta di un dente, anche se erroneamente   si invoca il sant' Antonio, che non è il santo predicatore  da Padova,[détto Antonio]al quale rivolgersi come competente dei problemi riguardanti la bocca, ma si invoca sant’Antuono che è il santo anacoreta egizio, protettore del fuoco e degli animali domestici.
BRAK

Nessun commento: